Manifesto · Dieci punti

Costruiamole insieme

Crediamo che le politiche pubbliche si costruiscano nei territori, non sui territori. Abbiamo provato a metterlo nero su bianco in dieci punti.

Primo

Chi siamo. Da dove guardiamo

01

Lavoriamo accanto, non davanti

Le risposte le costruiamo insieme.

Non arriviamo con soluzioni preconfezionate, non ci sostituiamo agli interlocutori. Lavoriamo accanto a chi governa, amministra, coopera, coproduce servizi.

La conoscenza utile a un territorio nasce dall'incontro tra saperi, competenze, sguardi diversi. Il nostro mestiere è attivare e tenere aperto questo dialogo.

02

La PA che incontriamo è migliore di come si racconta

E di come si autorappresenta.

Non ci riconosciamo nella narrazione dominante di una PA lenta, formale, burocratica. Nei territori incontriamo persone che ripensano procedure, costruiscono alleanze, sperimentano nuove forme di programmazione.

La vera innovazione amministrativa non è la digitalizzazione di moduli, ma un cambio di postura. Lavoriamo perché chi prova a farla non si senta solo.

03

Il Terzo Settore è un partner, non un esecutore

Soggetto della programmazione, non semplice fornitore.

La Riforma del 2017 ha cambiato la Costituzione materiale del welfare. La coprogrammazione (ex art. 55) non è una procedura più snella dell'appalto: è un modo nuovo di stare insieme nello spazio pubblico.

Accompagniamo questi processi perché crediamo rappresentino una delle poche frontiere vive della democrazia locale. E perché è giusto che il sapere di prossimità del Terzo Settore — quel sapere che la PA da sola non può avere — entri nelle decisioni che investono un territorio e una comunità.

Secondo

Cosa facciamo. Come lo facciamo

04

La conoscenza diventa patrimonio dei territori

Non la teniamo per noi.

I dati che raccogliamo, le interviste che conduciamo, le valutazioni che realizziamo appartengono a chi le ha rese possibili.

Le restituiamo in forme facilmente accessibili e riutilizzabili da chi continuerà a lavorarci dopo di noi.

05

Valutare insieme è un atto di fiducia

Non è giudicare. È capire cosa cambia, e per chi.

La valutazione d'impatto non la facciamo a fine progetto, da soli, in un report che nessuno leggerà. La costruiamo con chi sta dentro l'azione: beneficiari, operatori, dirigenti, organizzazioni e comunità.

06

L'AI può liberare tempo per il pensiero

Capacita. Non sostituisce.

La routine amministrativa erode da decenni qualcosa di prezioso: il tempo per leggere i contesti, costruire relazioni, pensare in prospettiva.

Con il framework wAIt (Work with AI in the Territory) accompagniamo enti pubblici ed ETS a integrare l'intelligenza artificiale nei processi quotidiani — con metodo, con prudenza, con il rispetto dei diritti delle persone.

Approfondimento · Principi AI Come usiamo l'AI — i dieci principi
07

Un buon documento è un servizio alla comunità

Uno strumento perché chiunque possa dialogare con le istituzioni.

Un Piano di Zona orienta milioni di euro. Un bilancio sociale racconta chi siete. Un verbale di coprogrammazione decide chi ha voce.

Per questo curiamo la forma — leggibilità, accessibilità, grafica, ritmo. Non per estetica, ma per rispetto verso chi quei documenti li dovrà leggere, applicare, contestare.

Un documento che nessuno legge è un'occasione mancata di dialogo.

Terzo

Dove vogliamo andare. Insieme

08

Il welfare di domani lo costruiamo collaborando

Progettare insieme. Programmare insieme. Valutare insieme.

Meno risorse pubbliche. Bisogni sempre più complessi. Comunità sempre più frammentate.

Sappiamo che la risposta non è efficientare l'esistente. E nemmeno delegare al Terzo Settore ciò che il pubblico non riesce più a fare.

La strada è progettare insieme. Programmare insieme. Valutare insieme. È la traduzione operativa dell'art. 55 — la direzione che proviamo a tenere.

09

Non esistono contesti periferici

Ogni territorio può essere centro del cambiamento.

La tenuta del welfare italiano si gioca nei Piani di Zona, nei tavoli dei piccoli e medi Comuni, nelle reti civiche delle aree interne. È dalle comunità che parte l'innovazione.

Il nostro radicamento è una scelta: stare dove si costruisce davvero.

10

Il futuro non si subisce: si progetta insieme

Foresight strategico come attrezzatura ordinaria, non come lusso.

Le politiche sociali italiane vivono troppo spesso in regime di emergenza: si reagisce a quello che è già successo.

Crediamo che il foresight strategico — Three Horizons, scenari, esercizi di anticipazione — possa diventare attrezzatura ordinaria per chi programma il welfare. Non un lusso. Un esercizio condiviso.

Aiutiamo amministrazioni, fondazioni e Terzo Settore a guardare oltre il bilancio annuale. A riconoscere macrotrend e segnali deboli. A costruire visioni che durano.

Vi riconoscete in questi dieci punti? Parliamone

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